Giulia Gta
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Storia

Le competizioni hanno sempre rappresentato il motore dell'Alfa Romeo, che si è sempre vantata di produrre vetture con una forte componente derivante dalle corse.
All'epoca la categoria turismo è una delle più seguite ed amate dal pubblico, perchè vi corrono vetture strettamente derivate dalla serie.

Per questo, nel 1964, l'Alfa da l'incarico all'Autodelta di realizzare una vettura da competizione sulla base della Giulia Sprint GT. Nasce così la Giulia Sprint GTA (Gran Turismo Alleggerita), presentata ufficialmente il 16 gennaio 1965 al Salone dell'Auto di Amsterdam.
Seguendo le indicazioni del progettista Giancarlo Chiti, gli uomini dell'Autodelta realizzarono una vettura molto leggera ed estremamente raffinata: grazie infatti all'utilizzo di una carrozzeria in alluminio, vetri in plexiglas e materiali leggeri per l'abitacolo il peso scese, nella versione "stradale", a 745 kg, contro i 950 della normale Sprint GT; peso che nella versione da competizione arriva a 700 kg, con la rimozione di paraurti, sedili e l'utilizzo di finestrini fissi.
La meccanica ricalca lo schema della versione di serie, con l'utilizzo però di una nuova sospensione posteriore.
Il motore viene sottoposto ad una cura ricostituente che, grazie all'adozione della doppia accensione, di due carburatori doppiocorpo Weber e di un aumento del rapporto di compressione, consente al 1.600 di raggiungere 115 cv in configurazione stradale e 170 in quella da competizione.
A completare il tutto l'immancabile adesivo raffigurante un triangolo bianco contenente un quadrifoglio, da sempre simbolo delle vetture da competizione Alfa.
Ne vengono realizzati un totale di 500 esemplari.
10 esemplari vengono allestiti per competere nel Gruppo 5 in Inghilterra e Francia: mediante l'utilizo di due compressori la potenza viene portata a 220 cv; questa versione prende la denominazione di Giulia Sprint GTA-SA (dove SA sta per sovralimentata).

Le attese per questa vettura vengono ripagate in pieno: nelle mani del pilota Andrea De Adamich la GTA si aggiudica il Campionato Europeo Turismo del 1966 dominando la 4 ore di Monza, la 500 Km di Snetterton, la 6 ore di Nurburgring e il G.P. di Zandvoort.
Nei due anni successivi la magia si ripete, permettendo alla GTA di conquistare tre titoli europei consecutivi (66, '67 e '68).

Nel 1968, la piccola GT 1300 Junior viene sottoposta allo stesso trattamento riservato alla Sprint GT, dando così vita alla Giulia GTA 1300 Junior, destinata ad affiancare la sorella maggiore nelle competizioni e dalla quale eredita meccanica e corpo vettura. Il motore 1.300 viene elaborato con l'adozione di due carburatori doppiocorpo Weber e della doppia accensione, così da produrre 160 cv (165 cv nella versionecon iniezione indiretta).

Nel 1969 il progetto GTA 1600 comincia a non essere più così competitivo e si decide di correre subito ai ripari. L'attenzione si sposta perciò verso il "Gruppo 2", quello riservato a vetture fino a 2.000 cc, che nel frattempo è diventata la categoria più interessante del Campionato Turismo.
Per il campionato dell'anno seguente viene quindi dato incarico all'Autodelta di realizzare una nuova vettura da competizione sulla base della 1750 GTV. Sulla base di 40 esemplari prelevati direttamente dalla produzione, vengono realizzate altrettante vetture da competizione sfruttando al massimo il nuovo regolamento: la cilindrata del motore sale da 1.778 cc a 1.985 cc e, grazie anche all'iniezione indiretta Spica raggiunge la potenza di 195-220cv SAE, le sospensioni modificate, l'assetto abbassato ed irrigidito, vengono montati cerchi e pneumatici maggiorati; tutto questo contrubisce ad allagare di molto la carreggiata e a creare quegli inconfondibili passaruota bombati. La stretta derivazione dalle versioni di serie non consente di utilizzare pannellature in alluminio (come era avvenuto per la GTA 1600), ma semplici pannelli in acciaio, il che comporta un aumento di peso rispetto alla precedente versione.
La vettura prenderà il nome di 1750 GT Am, dove Am sta per Americana, perchè prorpio in quel mercato era disponibile la versione ad iniezione della 1750 GTV.

L'auto si dimostra da subito molto competitiva, tanto da portarsi a casa senza troppe difficoltà il titolo europeo del 1970.

Nel 1971 lo squadrone BMW si presenta con una vettura totalmente nuova, ma l'Alfa non si fa cogliere impreparata.
Sulla base della 2000 GTV l'Autodelta elabora un nuova vettura da competizione: si tratta sostanzialmente di una versione potenziata della 1750 GT Am, che prenderà il nome di 2000 GT Am. Le nuove norme di regolamento impongono di mantenere un peso minimo più elevato, che passa dai 920 kg della 1750 ai 940 kg della 2000, ma adesso la vettura è dotata di 240 cv.

I continui cambi di regolamento sono originati dalla volontà delle autorità sportive internazionali di interrompere lo strapotere delle rosse coupè del biscione, che dominano la scena europea da oltre un decennio. Nonostante questo la 2000 GT Am si aggiudica nuovamente il titolo europeo.

Per il 1972 l'Autodelta accantona lo sviluppo della GT Am in favore della 33. La vettura però continua a correre ed auita la piccola Junior 1300 a conquistare punti preziosi per aggiudicarsi il Campionato Europeo.
L'interesse verso la 2000 GT Am riprende nel 1973 in seguito all'insperata vittoria di due piloti privati alla 4Ore di Monza. L'Autodelta prepara quindi una versione da 250 cv, che per un soffio non si aggiudica il titolo.

E' l'ultimo momento di gloria della 2000 GT Am che, battuta più dai regolamenti che dagli avversari, continuerà a collezionare vittorie solo nei campionati nazionali.

Scheda tecnica

Modello Giulia Sprint GTA Giulia GTA 1300 Junior 1750 GT Am 2000 GT Am
Motore 4 cilindri in linea longitudinale, anteriore, testata in alluminio con camere emisferiche
Cilindrata 1.570 cm3 1.290 cm3 1.985 cm3
Potenza max 170 cv @ 6.000 rpm 92 cv @ 5.500 rpm 195-220 cv @ 7.200 rpm 210-240 cv @ 7.200 rpm
Distribuzione bialbero a camme in testa, 2 valvole per cilindro
Alimentazione 2 carburatori doppiocorpo Weber iniezione indiretta Spica
Trasmissione Posteriore, cambio 5 marce + retro
Sospensioni Anteriori: indipendenti - Posteriori: ponte rigido
Freni 4 freni a disco
Passo 2.350 mm 2.353 mm
Peso a secco 700 kg - 920 kg 940 kg
Prestazioni 195+ km/h 175-210 km/h 220 km/h 230 km/h
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